si cumponet cando hat aju.
La moglie del pastore si
abbiglia la sera, e quella dell'agricoltore
quando può.
Le occupazioni di questa
sono più grandi e continue di quelle del-
l'altra, specialmente in
estate.
Muzere bella, maridu
corrudu.
Moglie bella, marito
cornuto.
Ghie perdei sa muzere
injustizia non si narat corrudu.
Chi perde la moglie quando è
alle prese con la giustizia non può
chiamarsi cornuto.
Sa mu^ere de su ladrone non
riet semper.
La moglie del ladro non ride
sempre.
Sa muzere de su ladru ponet
sa padedda senza battire sa petta.
La moglie del ladro mette la
pignatta al fuoco prima che il marito
porti la carne.
Si dice di chi fa castelli
in aria.
Cando cumandat sa muzere,
maridu iscalzonadu.
Quando nella casa comanda la
moglie, il marito perde i pantaloni.
S'intende delle mogli vane,
orgogliose e dissipate.
Si cheres ammasettare lea
muzere: naraiat unu a su mare.
Se vuoi diventar mansueto
prendi moglie: diceva uno al mare (ir-
requieto).
L'amore
Amore e signoria non cherent
compagnia.
Amore e comando non vogliono
compagnia.
Cioè, sono sempre gelosi
quelli che amano e che comandano.
Amare e non esser amadu est
tempus ingannadu.
Amare e non essere corrisposto,
è tempo perduto.
Chic de amore si leat, de
arrabbia si laxat.
Chi si duoi d'amore, di
rabbia muore (Pescetti).
Amore e tùssiu non si podent
cuore.
L'amore e la tosse non si
possono nascondere.
Lat. Amor tussisque non celatur.
S'amare nou che cazzai su
bezzu.
L'amor nuovo caccia il
vecchio.
Ama si cheres esser amadu.
Ama se vuoi essere riamato.
Ogni dolore est dolore /
Ogni sentimentu est dannu / Però non est
tantu, mannu / Che i su
perder s'amore.
Ogni dolore e angoscia è
grande, ma è più insopportabile il perder
l'amore.
La bellezza
Rumano bollosa ses de paga
dura.
La bellezza umana è di poca
durata.
Non est bellu su chi est
bollu, si non su chi piaghe!.
Non è bello quel che è
bello, ma è bello quel che piace.
Sa cosa sua a totus paret
bella.
La cosa propria a ciascuno
sembra bella.
Non bella senza peccu,
nenfea senza tractu.
Non c'è una bella senza
difetto, ne una brutta senza grazia.
Si dice per adulare le
donne.
Fagher su bellu in cara, et
insegus s 'istoccada.
Far il bello in faccia, e
dietro la stoccata.
Equivale al proverbio
italiano: Tal ti ride in bocca che dietro tè lo
accocca.
Bellesa nonfaghet domo,
Bellezza non fa casa.
La casa
Domos prò habitare, e binza
prò mandigare.
Casa per abitare, e vigna
per mangiare.
Casa e vigna quanto basta
(Pescetti).
Iscuru a chie non hat in
domo sua.
Infelice chi non ha in casa
sua.
Su cuidadu faghet sa domo.
La diligenza fa la casa.
Chie tenet duas domos in
d'una bi pioet (oppure: una nde laxat
ruer).
Chi ha due case in una vi piove,
o una ne lascia cadere.
Chi fa tante cose non potrà
far tutto bene.
Non si dat mews riposu che
in domo sua.
Io non sto meglio in nessun
altro luogo che a casa mia.
Chie non hat domo non hat
bighinu.
Chi non ha casa non ha
vicino.
Chi è povero ha poche
relazioni ed aiuti.
Domo senza fundamentu non
durai seculos chentu.
Casa senza fondamenta non
dura cento secoli.
Si dice di tutto quanto non
ha base, scienza o arte.
Chic attende! a sa domo
ancona, sa domo sua si la mandigant sos
canes.
Chi ha cura dell'altrui casa
la sua se la mangiano i cani.
Cioè, fa andare in malora i
suoi affari per difendere gli altrui.
Sa domo est minore, su coro
est mannu.
La casa è piccola, il cuore
è grande.
Proverbio antichissimo dei
sardi che riguarda l'ospitalità.
Il pane
Chie dat pane a cane anzenu,
perdei totu.
Chi da pane a cane altrui,
perde tutto.
Si dice di quelli che fanno
del bene in casa d'altri, ove non pos-
sono sperare d'essere
ricambiati.
Disegno di Tonino Vargiu.
Cherrer totu, pane et bulteddu.
Voler tutto pane e coltello.
Si dice quando uno vuole il
comodo senza l'incomodo.
Chic hatfacultade non cubit
su pane.
Chi ha facoltà non desidera
il pane.
Cioè, a chi ha un mestiere
non manca il pane.
Pane bene cottu, faghet bonu
ruttu.
Pane ben cotto, fa buon
rutto.
Si dice del pane ben cotto.
Proverbio in uso tra le buone massaie.
Su pane prò esser bonu bi
cheret s 'ozu de pala.
Per esser buono il pane ci
vuole l'olio delle spalle.
Lo dicono le donne per
indicare che la farina deve esser ben impa-
stata e compressa con le
mani.
Chic jughet pane in saccu,
nefaddidu nen maccu.
Chi porta pane in sacco, ne
sbaglia, ne è matto.
Cioè, è bene prevedere i
bisogni del viaggio.
Pane, suighelu bene, e
coghelu male, dalu a su cane: seighelu I
male, e coghelu bene, dalu a
chic cheres.
Il pane, se lo impastate
bene e lo cuccete male, datelo al cane; se
10 impastate male e lo
cuccete bene, datelo a chi volete.
Lo dicono le donne per
raccomandare che il pane, per essere
buono, dev'essere ben cotto.
Pane de cabidanni e de Santuaini,
abba calda e bene pesadu.
Pane di settembre e di
ottobre, acqua calda, e ben fermentato.
Osservazione delle donne, le
quali dicono che se in quei mesi non
si fa il pane con acqua ben
calda, il pane diventa veleno.
I
Pane senw sale. |
Pane senza sale. 1
Si dice di uno sciocco, millantatore; e tutte le volte che alle parole
|
non corrispondono i fatti.
Su pane de su Rè est poco, e chic lu laxat est loco, |
II pane del rè è poco, e chi
lo lascia è pazzo.
Proverbio spagnolo.
Significa che il compenso elargito dal servizio
pubblico e regio, sebbene
sia poco, è sempre sicuro.
Chic faghet pane non morit de/amine.
Chi fa il pane non muore di
fame.
Si dice di chi maneggia la
roba altrui.
Pane pesadu cascia piena
(oppure: umpit sa cervulo).
Pane ben lavorato piena la
cassa, o riempie la cesta.
Cioè, cresce.
Pane e casu, binu a rasu.
Pane e formaggio, e vino a
colmo.
Si dice quando uno non ha
altro per pranzare.
Chircare pane me^us de
trigu.
Cercare pane meglio del
grano.
Significa che uno non deve
aspettare per aver miglior occasione.
Rassa su pane et diminuita
Abbrustolite il pane e
diminuisce.
Si dice a quelli che non vogliono
mangiare pane secco.
11 vino
Chic biet binu, non devet
narrer imbreagu.
Chi beve vino non deve dire
ubriaco.
Significa che non si devono
criticare gli altrui difetti, dal momento
che non ne siamo immuni.
In su binu sa veridade.
Nel vino la verità.
Lat. In vino veritas. Il
calore del vino fa svelare ciò che si tiene
nascosto, per cui nella
Sacra Scrittura ai rè era vietato l'uso del vino
per non svelare i segreti
agli altri.
Su binu a su sabore, su pane
a su colore.
Il vino si riconosce al
sapore, il pane al colore.
Binu malu e pane tostu durat
pius.
Vino cattivo e pane duro
durano di più.
Si cheres binu bonu abbaida
su cadono.
Se vuoi vino buono, bada
alla vulvaria.
Perché questa pianta è
nociva al vino.
Binu bonufìnw a foghe.
Vino buono fino alla feccia.
Si dice dell'uomo che
persevera nell'onestà fino all'ultimo.
57 ti cheres sanu abba su
binu.
Se vuoi esser sano annacqua
il vino.
Su binu est bonu a biere, ma
ndefaghet a riere.
Il vino è buono da bere, ma
riduce in stato da far ridere.
I figli in generale
Su chifaghet sufìzu a su babbu, bi lu restìtuint sosfìzos.
Ciò che il figlio fa al
genitore, glielo restituiscono i figli.
Proverbio basato
sull'esperienza dei figli snaturati che maltrattano
i genitori.
Chic sufizu non curregit,
sufìzu odiai.
Chi non corregge il figlio,
odia il figlio.
Qui virgae parcit, filium odit (Prov. xm. 24).
Fizu solu, o totu malu o
totu bonu.
Figlio unico, o tutto
cattivo (pazzo) o tutto buono.
Lo stesso si dice delle
figlie.
Miseru babbu et marna chifidatfizos a teracca.
Infelici quei genitori che
affidano alle serve i figli.
Chic nd'hat unu (fizu) non nd'hat mancunu.
Chi ha un solo figlio, non
ne ha nessuno.
Si dice per la facilità di
perderlo, o di non riuscire ad allevarlo
nella virtù.
De unafìza nde cheret chentu
bènneros.
Per una figlia vuole cento
generi.
Equivale al proverbio
italiano: Far d'una figlia due generi. Quando
si promette una stessa cosa
a molti.
A chic fìzu, a chic
fìzastru.
A chi figlio, a chi
figliastro.
Si dice quando si fanno
parzialità.
Chic hat unufìw lufaghet
maccu, e chie hot unu porcu lufaghet
rcissu.
Chi ha un solo figlio lo fa
matto, e chi ha un solo porco lo fa
grasso.
A volte si aggiunge: E chie
hat unu caddu lufaghet viziosu, E chi
ha un cavallo lo fa vizioso.
Fizos e tazzas meda
s'ind'hccpat.
Figli e bicchieri se ne
abbia in quantità.
Non benitfìzu chena hora.
Non vien figlio senza l'ora.
Significa che senza il tempo non si fa nulla.
Maridu isconzat domo, efìzu
iscancat coro. Il marito sconcia la casa, ed il figlio strappa il cuore. Si
dice dei figli che sono amati dalle madri, sebbene il padre non curi la casa.
Sos fìzos leant s 'exemplu dai su babbu.
I figli prendono l'esempio
dai genitori.
Fizu masciu tirat a marna, fìzaf emina tirat a
babbu.
Il figlio maschio
rassomiglia alla madre, e la figlia al padre. Lat.
Filii matrizant, filiae patrizant. Proverbio non sempre veritiero.
Totu sos fìzos non naschent uguales.
Tutti i figli non nascono uguali.
Si dice quando in una famiglia si vedono buoni e
cattivi.
Ognifìzu nde leat unupizu.
Ogni figlio ne prende uno strato.
Cioè, della bellezza della madre, o delle forze.
Tilu narofìza, intendedìla, nura.
Lo dico a tè figlia, intendilo tu, nuora.
Quando si dice ad uno ciò che vuoi farsi intendere
ad altri.
Si s'ingannai marna, non
s'ingannai fìzu. Se s'inganna la madre, non s'inganna il figlio. Si dice quando
una donna incinta non ha calcolato bene il temp del parto.
A chic hatfìzos, non mancantfastizos. Chi ha figli
ha fastidi.
Consigli e insegnamenti
Consizare sos ignorantes, opera meritoria. È opera
di carità consigliare gli ignoranti.
Iscultare consizos est de sos
sabios.
Ascoltare consigli è dei savi.
Lat. Consilium audire sapientis
est (Prov. xn. 15).
In cosa chi non connosches lea consizu. In affari
che non conoscete, chiedete sempre consiglio.
Bonu aconsizare sos ateros, non mai a ips' e totu.
Buono a consigliar gli altri, non però a se stesso.
Ogni malu consizadu est bonu
consizadore. Ogni
mal consigliato è buon consigliere. Perché ha sperimentato il cattivo consiglio.
Non disprews mai ne raccumandaziones, nen consizos.
Non disprezzate mai ne raccomandazioni ne consigli.
Ghie non iscultat consizos, andat in hora mala. Chi
non ascolta consiglio, facilmente cade in errore.
Consigli sul mondo
Su mundu est de chie lu cheret: su chelu de chie
l'alcansat. Il mondo è di chi lo vuole: il Cielo di chi l'ottiene. Significa
che nel mondo è facile divertirsi, ma per ottenere il Cielo bisogna pregare e
fare buone opere.
Su mundu pagai male. Paga de
mundu.
Il mondo paga male. Paga di mondo.
Si dice quando ai benefizi si risponde con
ingratitudine.
Su mundu est un'iscala, chie l'alzat, chie lafalat.
Il mondo è una scala, chi la sale e chi la scende.
Su mundu est tundu, e chie non
ischit navigare falat afundu. Il mondo è tondo e chi non sa navigare cala a fondo.
Mundu ingannadu m'has male.
/ Terra so et terra fia. /Et a terra hap' a torrare.
Mondo mi hai ingannato, ero terra e ritornerò terra.
Lat. Pulvis es et in pulverem reverteris (Gen. m). Di queste medesime parole
si servirono Euripide, Cicerone ed altri.
Su mundu rodet. Il mondo erode. Cioè, il
tempo consuma ogni cosa.
Paret chi totu su mundu siat
sou. Sembra che
tutto il mondo sia suo.
Si dice di uno che si cura poco degli altri, che
cammina con orgoglio, e senza contegno.
Ca est mundu mi cherzo divertire. Con le cose del
mondo mi voglio divertire. ^ Proverbio degli epicurei e dei vagabondi. È un
principio di canzone sarda. Lat. Edamus et bibamus.
In su mundu totu sos homines sunt necessarios. Nel
mondo tutti gli uomini sono necessari.
In su mundu non bi hat ite fidare. Nel mondo non vi
è da fidarsi.
Totu su mundu est paesu
(oppure: est su matessi).
Tutto il mondo è paese.
Dappertutto vi sono buone e cattive usanze.
Il lavoro
De su trabagliu fattu non ti nde pentas mai.
Del lavoro fatto non pentirti mai.
S'intende anche moralmente, delle buone opere.
Trabagliu inutile, trabagliu maccu. Lavoro che non
arreca utilità, lavoro pazzo. Cioè, fatica perduta per il corpo e per lo spirito.
Su trabagliu fattu cum coro, est aggradabile a Deus.
Il lavoro fatto con il cuore è gradito a Dio. Si riferisce sia a opere
materiali che spirituali.
Trabagliu continuu binchet ogni cosa. Il lavoro
assiduo vince ogni cosa.
Ghie non trabagliat prò isse, non trabagliat prò sos
ateros. | Chi non lavora per sé,
non lavora per gli altri.
I Lo stesso che Ghie est malu prò isse, non est bonu prò sos ateros.
Deus ti bardet de pius trabaglios. | Dio ti guardi
da altri travagli, r Si dice a quelli che escono
dalle carceri, o che abbiano scontato la pena, oppure che si sono liberati da
altri affanni.
Su trabagliu annuntiat chie l'hot fattu. Il lavoro
stesso indica chi l'ha fatto. Lat. Res authorem qualis sit
coarguit,
Su non travagliare est causa de milli vizios. Il non
lavorare è motivo di mille mali.
Su trabagliu fattu non benit mai male. Il lavoro
fatto non va mai a male.
Fatto una volta il lavoro,
anche senza bisogno, verrà tempo in cui non ci si pentirà.
Su trabagliu de sa dominiga est iscomunigadu. Il
lavoro della domenica è scomunicato.
Cioè non riesce mai bene; si
vuole esprimere l'opportunità di santificare le feste.
A chie trabagliat Deus l'adjùat. A chi lavora Dio l'aiuta.
Su reposu est pius saboridu
pustis de su trabagliu. Il riposo è più gradito dopo la fatica.
// denaro
Su dinari a chiefaghet bene, a chiefaghet male. Il
denaro a chi fa bene, a chi male.
Senza dinari non si cantal missa.
Senza denaro non si canta messa. Cioè, non si fa nulla.
Su dinari in ojos de medas, e in manu de pagos. Il
denaro è negli occhi di molti, e nelle mani di pochi.
Su dinari azzegat s 'homine. Il denaro acceca
l'uomo.
Su dinari de sos locos si ch'andai infustes e
roccos.
I denari dei pazzi se ne vanno in bastoni e
trucioli. Significa che li spendono in cose inutili.
Chic hat dinari, pastinai binza in sa codino. Chi ha
denari pianta la vigna nella roccia.
Chie hat dinari cumparit innocente. Chi ha denari
viene giudicato innocente. Lat. Pecuniosus etiam nocens
non damnatur.
Chie hat dinari tenet cantu cheret. Chi è ricco ha
ciò che vuole.
Bonu su dinari chi torrat a domo. Buono il denaro
che ritorna in casa.
Homine senza dinari, homine mortu. Uomo senza denaro,
uomo morto.
Su dinari est licchittu a poveru o a riccu. •_
II denaro è ghiotto (cosa ghiotta) al povero e al
ricco. Non deve affidarsi a nessuno senza le debite cautele.
Dinari in buscia, e trigu in luscia.
Denaro in borsa, e grano nel granaio.
Significa che il denaro ed il grano sono sicuri
quando il primo è nella borsa e il secondo nel granaio. Si dice anche in altre
occasioni a proposito della sicurezza di una cosa qualunque.
Dinari e talentu non lu cues a su bisonzu. Il denaro
ed il talento non nasconderlo al bisogno.
Su dinari nonfaghet lege. Il denaro non fa legge.
Homine fattu cum dinari, non balet a nudda. Uomo
fatto con denari non vale a nulla.
Pro su dinari nissunu narat basta. Al denaro nessuno
dice basta.
Su dinari est fattu prò risponder, e prò
l'arribbare. Il denaro è fatto per spenderlo e per conservarlo. Si vuole
significare la moderazione con cui ognuno deve spenderlo e conservarlo.
La fortuna
Niune est cuntentu de sa fortuna chi dat Deus. Nessuno
è contento del suo stato. Lat. Nemo sua sorte contentus.
Fortuna curret e non caddu. Fortuna corre e non
cavallo. Cioè tante volte una cosa dipende più dal caso che dal valore.
Sa fortuna andat cum sa cura. La fortuna si abbina
alla cura. Con la diligenza e con il lavoro.
Sa fortuna non la chirches in domo. La fortuna non
cercatela in casa.
A chic non hat fortuna, pagu li balet chi si peset
chilo. Non vai levare a buon ora, bisogna aver ventura (Pescetti).
Chie non hat fortuna, pagu balet chi trabagliet. Chi
non ha fortuna poco vale che lavori. Nel senso del precedente.
Le cose
Ogni cosa benit e passai, foras de sa paraula de
Deus. Ogni cosa viene e va, eccetto la parola di Dio.
Sa cosa agatada Deus l'hat mandada. La cosa trovata
Dio l'ha mandata.
Proverbio che serve da pretesto a coloro che non
vogliono restituire le cose trovate.
Sa cosa antiga durai de pius. La roba antica dura di
più. Perché fatta senza risparmio.
Sa cosafurada pagu durai, e comente est bennida,
gasi si eh'andat. La cosa rubata poco dura, e come viene se ne va.
Sa cosa licita si disizat mancu. La cosa lecita si
desidera meno.
Sa cosa chi si trattai, sifìnit e si guastai. La
cosa che si tratta si consuma e si guasta.
Cosa de duos cosa de niunu:
cosa de tres de totu su mundu est. Cosa di due è di nessuno: cosa di tré è di tutto il
mondo. Si dice dei segreti.
Pius andamus pius iscoberimus, e miramus cosas non
miradas mai. Più andiamo più scopriamo cose mai viste.
Tottu sas cosas passant. Ogni cosa passa.
Sa cosa cara est sa pius saborida. La cosa cara è la
più saporita.
In cosa chi non t'importai,
mancu ti bi dies balta. Equivale al proverbio italiano: Di cosa che non ti cale
non dime ne bene ne male.
Sa cosa pius difficile est a connoscher a isse e
totu. La cosa più diffìcile, è conoscere se stessi.
Sas cosas bellas sunt sas pius difficiles. Le cose
belle sono le più diffìcili.
Non ogni cosa si podet narrer. Non ogni cosa si può
dire.
Le ricchezze
Sa ricchesa male guvernada pagu durat. Ricchezza mal
disposta a povertà si accosta (Pescetti).
Chic hat pius ricchesas hat
pius pensamentos. Chi
ha più ricchezze ha più pensieri.
Trabagliende si acquistant sas ricchesas. Lavorando
si acquistano le ricchezze.
Sas ricchesas sunt s 'amparu de
sos sabios.
Le ricchezze sono l'appoggio
dei savi.
Le ricchezze sono più
apprezzate quando sono unite alla virtù.
Su riccu est appreziadu dai totus. Il ricco è
apprezzato da tutti. Cioè, il ricco onesto.
Chie est cuntentu est riccu, e
fora de pinnicu. Chi
è contento è ricco e senza pensieri.
Su riccu pius nd'hat, pius nde disizat. Il ricco più
ha, più desidera.
Sas ricchesas non sunt eternas, ne niunu si devet
fidare. Le ricchezze non sono eterne, e nessuno vi deve fare affidamento.
Ricchesas male acquistadas non sunt de dura.
Ricchezze male acquistate, non son durevoli. Spagn. Averes male avidos no son
de dura.
Sas ricchesas non sunt semper de sos bonos. Le
ricchezze non sono sempre dei buoni. Lat. Divitiae non semper optimis (Omero).
Su riccu non est cuntentu mai. Il ricco non è mai
contento.
Si dice in due sensi: primo,
non si contenta delle ricchezze, secondo, della giornata degli operai.
Nen cum riccos non prestes, nen cum potentes non
chertes. Ne prestate ai ricchi, ne litigate coi potenti.
La povertà
Su chi si dat a poveros non est mai perdidu. Ciò che
si da ai poveri non è mai perduto.
Chie lu dat a poveros lu donai a Deus. Oppure: Chic
lu dot a poveros non benit mai poveru.
Chi da ai poveri da a Dio. Chi da ai poveri non
diventa mai povero.
Poveresa non est vilesa.
La povertà non è vergogna.
Quando è accompagnata dall'onestà e dal timor di
Dio.
A poveru isvirgonzadu sa limusina si li negat. Al
povero sfacciato gli si nega l'elemosina. Si dice agli imprudenti e petulanti.
Su poveru mancu sos parentes tenet amigos. Il povero
non trova amici neanche tra i parenti.
Toccant su riccu in pettorru / Ognune nde narat bene
/ Però su poveru tenet / Su fìagu de su corru.
Toccano il ricco in petto, e tutti ne parlano bene,
ma il povero ha sempre la puzza del como (bruciato).
Ritornello di canzone per esprimere che il povero è
sempre disprezzato.
Poveru e superba.
Povero e superbo.
Proverbio con il quale si mostra quanto sia mal
vista la superbia nel povero. Si dice anche a quelli che non sono liberi eppure
fanno gli orgogliosi e gli alteri.
Poverittu, alligrittu.
Poveretto, allegretto.
Così si risponde a coloro che nella povertà non
vorrebbero vedere ricchezza di cuore e tranquillità d'animo, se la povertà si
affronta con pazienza e per amor di Dio.
Su poveru sa cosa la jughet a y.ccu. A volte si
aggiunge: E i su riccu pius.
Il povero usa la roba con parsimonia e con
attenzione, ed il ricco di più.
Su poveru mischinu, cand'hat s'agu non hatfilu. Il
povero meschino, quando ha l'ago non ha il filo. Significa che il povero,
quando ha una cosa, gli manca l'altra.
Supoveru estpienu de trassas. Il povero è pieno di
astuzie.
Cioè, deve ingegnarsi in mille modi per sopperire ai
propri bisogni.
Sa povertade est pius dolorosa a sa bezzesa. La
povertà è più dolorosa nella vecchiaia.
Lu pobaru mai ha bè, / Sempri trista e affligitu /
Quandu pensa alza un ditu / Setti palmi a fondu z'è.
Il povero mai ha bene, sempre triste ed afflitto, e
quando pensa di alzare un dito è in fondo sette palmi.
Strofa che ripetono quegli infelici che sperano
invano di innalzarsi dalla miseria.
Deus nos bardet de poveru
alzadu. Dio ci
guardi dal povero esaltato.
Si dice ad un povero che messo in un posto di
comando si mostra superbo. Effetto d'ignoranza.
S'avaru cum sos poveros est che i su lupu cum sos
anzones. L'avaro con i poveri è come il lupo con gli agnelli.
Sunt pius de bonu coro sos poveros chi non sos
riccos. I poveri sono più di buon cuore dei ricchi.
L'acqua
Abba e sole, trigu a muntone, sutta sa cappa de
nostru Segnare. Acqua e sole, grano in quantità, sotto la protezione di Dio
nostro Signore.
Arcu de manzanu, abba de sera: arcu de sera, abba de
manzanu. Arco di mattina, pioggia vicina; arco di sera, buon tempo spera. Significa:
arco a levante (mattina) annunzia pioggia, a ponente (sera) annunzia buon
tempo.
Abba e bentu, annoda de sarmento. Acqua e vento,
annata di sarmento. Cioè di uve.
S'abba ogni cosa nd'andat, foras su machine. L'acqua
leva ogni cosa, cioè ogni macchia, salvo la pazzia.
S'abba traet su molinu, e i s'ozu lufaghet andare.
L'acqua tira il mulino, e l'olio lo fa camminare. Significa che senza mezzi non
si va avanti.
S'abba faghet s'homine sabiu. L'acqua fa l'uomo
savio. Cioè gli da la temperanza.
Non nerzes mai de cuss 'abba non hap ' a bier. Non
dir mai: di quell'acqua non berrò.
Si raccomanda di non
disprezzare nessuno, perché nel bisogno tutti sono necessari.
S'abba bessit dai su mare, e a su mare torrat.
L'acqua esce dal mare e al mare ritorna.
Ghie timet s'abba non andet a mare. Non vada per
mare chi ha paura dell'acqua.
Abba passada non tirat molimi. Acqua passata non
tira il mulino. Significa che ogni cosa ha il suo tempo.
Abba efogu non si negai a niunu. Acqua e fuoco non
si negano a nessuno.
Leare abba da ognifuntana.
Prender l'acqua da ogni fonte.
Si dice di quelli che credono a tutto quanto si dice
loro.
S'abba e i sufogu ingannant una balta. L'acqua ed il
fuoco burlano una volta sola. Si dice ad un truffatore.
Abba abba, binu binu.
Acqua acqua, vino vino.
Significa: o tutto falso, o tutto vero, cioè
schietto.
Abba de sero, friscu de man^anu. Acqua di sera,
fresco di mattina.
Quant'e quantu dent benner a
siccare - Cussas abbas paraula lis do.
Dovranno infine cessare quelle acque. Si dice ad un
superbo che sarà umiliato.
Aggiungher abba a su mare.
Aggiunger acqua al mare.
Cioè, dare a colui che non ne ha il bisogno.
Lat. Cresi pecuniae teruncium addere (Cicerone).
Abba in su pistone pista, abba est, e abba s'istat.
Pestar l'acqua nel mortaio.
Cioè, affaticarsi inutilmente; ad esempio, a
persuadere il caparbio di una cosa.
Abba corrente nonfràzigat bentre.
Acqua che scorre non infradicia la pancia.
Significa che l'acqua è sempre buona, purché non sia
stagnante.
I mali
A sos malos male. Gli empi non si aspettino che
male.
Su male prevididu resexit allezeridu. Ferita
prevista assai men duole.
Chie nonfaghet male non pensai male. Chi non fa male
non pensa male.
Mezus unu malu in mesu de
bonos, chi non unu bonu in mesu de malos.
Meglio un cattivo in mezzo ai buoni, che un buono in
mezzo ai cattivi.
Sos males anzenos sunt leziones
prò nois.
I mali altrui sono di lezione per noi. Devono
ammaestrare gli altri.
A su male su remediu. A ogni male il suo rimedio.
5'M male intrat a cantares,
e si ch'andai a unzas. Oppure: intrat a liberas, e bessit a unzas, e cando
bessit puru.
Il male entra in gran misura, e se ne va a oncie,
oppure: viene a libbre ed esce ad oncie, se pure esce così.
Sufagher male non torrat a contu mai. Il far male
non torna mai a vantaggio. Fate dunque sempre bene.
Chie faghet male hat male e pejus. Chi fa male avrà
male e peggio.
Iscuru a chie non s'abbicai de su male sou, e su
male sou lu portai in conca.
Misero colui che non si avvede del suo male, mentre
il suo male lo porta nella testa.
Su male continua imbezzat sa zente. Il male continuo
invecchia la persona.
Iscuru a chie costai bene innanti, e male pasca.
Misero colui che prima stava bene e poi male. Perché è più sensibile.
Non eh 'hat male intra biada chi non nde so pobidda.
Non c'è male dentro il villaggio di cui non sia padrona. Si dice quando ad una
persona innocente si attribuiscono le disgrazie o le colpe degli altri.
Chie est avvesadu afagher male tardat a sinde
disponner. Chi è avvezzo a far male non pensa ad altro.
Chie male cominzat pejus accabat. Chi mal comincia
peggio termina.
Chie disizat su male, cussu li benit. Chi desidera
il male, quello gli accade. Significa che chi si espone al pericolo perirà.
Non hat male si non chiefaghet male. Non ha male se
non chi fa male.
Unu male non benit mai solu. Un malanno non viene
mai solo.
Ogni malefaghet su cursu sou.
Ogni male fa il suo corso.
Si dice a quelli che vogliono essere guariti
repentinamente.
Su male remedialu cand'est minore. Al male rimediate
quando è piccolo. S'intendono mali materiali e morali.
Chiefaghet bene non tenet mai male. Chi fa bene non
avrà mai male.
Tante volte non si avvera questo proverbio, ma
bisogna intenderlo anche spiritualmente.
A sos males sa dieta.
Nelle malattie fate dieta.
Nei mali il miglior farmaco è la dieta: ci
ammaestrano gli stessi animali, i quali se sono attaccati anche da mali estemi
(fratture, ecc.), smettono di alimentarsi.
Unu malu ndefaghet chentu
malos. Un
cattivo ne fa cento di cattivi.
Su male minore nde battii su mannu.
Il male minore porta il grande.
Quando non si previene; da intendersi anche
moralmente.
De sos duos males abbrazw su
minore. Dei due
mali abbraccia sempre il minore.
Lat. Ex duobus malis minimum est
eligendum.
Sa pius cosa facile est a benner malu. È facile cosa
diventare cattivo.
Chie semenat males accoglit
malannos. Chi
semina mali (peccati) raccoglie malanni.
Chie andat afagher
male lifaghentpejus. Chi va a far del male a lui fan peggio.
Male acquiridu coment'intrat bessit. Il male
acquistato come viene se ne va.
In su male anzenu ognuna accunortat, e che i su male
isspro non sinde agatat.
Per il male altrui ognuno trova parole di conforto,
mentre per il male proprio non ne trovano.
Cioè, si esagerano e si definiscono insopportabili
solo i propri mali.
Pro su malu miramentu nde morint pius de chentu.
Per la cattiva attenzione ne muoiono più di cento.
Si dice quanto agli ammalati non si presta la debita
attenzione.
Segundu su male sa meighina.
Ad ogni male la sua medicina.
Curas males anzenos, e i sos tuos non podes curare.
Guarisci i mali altrui e i tuoi non puoi guarire.
In sos males amenos ognunu si cumponet.
Equivale al proverbio
italiano: a nessun confortatore non dolse mai testa.
Su male de intra si curat a sa cega.
Il male intemo si guarisce alla cieca.
Lo dicono ai medici quelli che non hanno nessuna
fiducia.
Male est esser birbante, pejus su esser connoschidu.
È brutta cosa essere cattivo, ma peggio essere conosciuto.
Chie male nonfaghet, male non pensai. Chi male non
fa, male non pensa.
Su male niunu lo suffrit si non chie lu patit. Il
male nessuno lo soffre se non colui che patisce.
I beni
Prestu e bene non andat mai bene. Equivale al
proverbio italiano: Presto e ben non si convien.
Sos benes component machine e disonore.
I beni (le ricchezze) coprono la pazzia ed il
disonore.
Vuoi dire che con i denari si rimediano tanti mali.
Foghe su bene, e non mires a chie. Fa' del bene e
non guardare a chi.
Sos benes a chie ruent.
I beni a chi cadono.
Cioè, lasciare l'eredità a chi spetta.
Chie istat bene non si movat. Chi sta bene non si
muova.
Quanti si contenterebbero
del loro stato se considerassero questo proverbio!
Sos benes de Don Nofre Foi. I beni di Don Onofrio Fois.
Questo proverbio ha avuto
origine da un uomo straricco del Mar-ghine, il Creso sardo; ed ironicamente si
dice ad un povero.
Si cheres chi ti nerzant bene, non injuries a niunu.
Chi vuoi che si dica ben di lui, si guardi dall'ingiuriare gli altri.
Non ti offendant mai sos benes de sos malos. Non ti
offendano le ricchezze degli empi.
Inue b 'hot bene, inie s'istat bene. Dove vi è bene,
là si sta bene. Lat. Ubi bonum, ibi Patria.
La legge
Chie cumandat faghet lege. Chi comanda fa legge.
Fatta sa lege, s'incontrai s'inganna. Fatta la
legge, trovato l'inganno.
Sa lege est prò atere, non prò chie la faghet. La
legge è per gli altri, non per chi la fa. Principio di diritto di Stato
assoluto. Lat. Lex est ad alterum.
Sa lege mai obbligai chie la faghet.
La legge non obbliga mai colui che la fa.
Nel senso del precedente.
Leges medas, pobulu miseru.
Molte leggi, popolo misero.
Questo proverbio non ha bisogno di molti commenti.
Chie observat sa lege antiga
durat annos pius de vida. Chi osserva la legge antica dura anni più di vita.
Antiga è preso avverbialmente, cioè scrupolosamente,
all'uso antico. S'intende anche nel senso dell'osservanza della domenica e dei
giorni festivi.
La giustizia
Mezus terra senza pane, che terra senza justizia.
Meglio un paese senza pane, ma sicuro, che un paese senza giustizia, senza
sicurezza.
Justizia pronta, vinditta fatta.
Giustizia pronta, vendetta fatta.
Gran proverbio nella Sardegna. Le vendette, che
tanto esagerano i viaggiatori per naturale inclinazione dei Sardi, sono state
sempre per mancanza di pronta giustizia.
Iscura sa domo uè b'intrat sa justizia. Misera la
casa ove entra la giustizia.
Justizia ti lèti Justizia t'incanta! Ancu bifalet sa
justizia! ecc. Ti prenda la giustizia! T'incanti (i beni) la giustizia! Ti
scenda la giustizia! La virtù cardinale diventata imprecazione in Sardegna!
Non bocchit a niunu sa justizia, si non bi hot
delittos a delizia. La giustizia non ammazza nessuno, se non vi sono molti
delitti. Cioè, gravi e provati, ossia l'innocente non perisce.
Pustis de sa justizia benit sa
morte.
Dopo la giustizia viene la morte.
Dopo avere scontato la pena del delitto di solito
viene la morte.
Sa justizia est prò totus. La giustizia è per tutti.
Conforto spesso dei miseri.
Sa justizia in domo anzena, non però in domo mia. La
giustizia in casa altrui, ma non in casa propria. Cioè si vuole nelle cose
altrui, non nelle cose proprie.
Justizia noa, ferramento acuta.
Giustizia nuova, ferro acuto.
Si dice ad un giudice nuovo, o per una legge nuova.
Sa justizia de Serramanna.
La giustizia di Serramanna.
Cioè severa e terribile, si ha per tradizione che in
questo villaggio impiccarono in una volta trentacinque persone. Il proverbio è
generale.
Su justu pianghet prò su peccadore. Il giusto piange
per il peccatore.
Porta la pena il giusto per il peccatore (Pescetti).
// dolore
Mezus dolore in oro, chi non
dolore in coro. Significa, meglio soffrire nella borsa pagando un fallo, che
soffrire nell'animo o sentire il rimorso^
Chie hat dolima narat, hoi!
Chi ha dolore dice ahi!
Significa che chi soffre il dolore, parla.
Su dolore, cantu est pius
justu, est pius insupportabile. Il dolore quanto più è giusto più è insopportabile.
A chie non dolet nonfriet.
A chi non duole (il male), non frigge (non importa).
Si dice quando si maltratta la roba altrui.
Non attitat si non chie hat dolu. Non piange se non
chi ha dolore.
Dolore ispinghet boghe. Dolore spinge voce.
Cioè fa gridare: uno che ha
un male si lamenta e si deve compatire.
L'asino
Est mews ainu blu chi non dottore mortu. È meglio un
asino vivo che un dottore morto. Lat. Melior est asinus vivus
leone mortuo. Vale
meglio una cosa piccola e goderla, che una grande ed aspettarla. Metafora dei
piaceri e delle virtù.
Prende s'ainu inue narat su padronu, si morii, est a
contu de su padrona.
Lega l'asino dove dice il padrone, e se muore è a
carico suo. Si raccomanda l'obbedienza cieca.
Tantu prò tantu s'ainu si lu
mandigat.
Tanto per tanto se lo mangia l'asino.
Si dice di una cosa superflua che si regala.
Sa sedda istat male a s'ainu.
La sella sta male all'asino.
Si dice quando una cosa non sta bene ad uno.
S'ainu s'abbizat de su beranu da chi ch'est passadu.
L'asino s'avvede della primavera dopo passata.
Si dice di uno che non profìtta del tempo e
dell'opportunità, presa la similitudine dall'asino che nella primavera, invece
di profittare dell'erba, si da agli amori, e venuta l'estate comincia a
mangiare l'erba.
Fagher sa resessida de s
'aineddu. Far
la riuscita dell'asinelio.
Si dice ad uno che è brutto, mentre da piccolo era
bello. Metafora anche di altre cose.
Si ti dat a calche s'ainu non bilu torres. Se ti da
un calcio l'asino non restituirglielo. Significa che non bisogna rispondere
allo stolto.
5; torras su calche a s'ainu, doletpius a tie. Se
restituite il calcio all'asino, duole più a voi. Cioè siete più stolti.
Mortu issu, mortu un ainu de
Roseddu. Morto
lui, morto un asino di Rosello.
Proverbio preso da Sassari dove gli asini portavano
l'acqua della fontana chiamata Rosello.
Non est bonu a nde bogare mancu un ainu dai presone.
Non è buono neanche a scarcerare un asino. Si affogherebbe in un bicchier
d'acqua. Si dice ad uno che non sa districarsi neppure in cose banali.
S'ainu non connoschet sa coafìnzas chi non la
perdet. L'asino non apprezza la coda se non quando la perde. Cioè, il bene non
si apprezza se non quando si perde.
S'ainu corrigidu una botta faghet de conca. L'asino
corretto una volta fa di testa.
Significa che uno deve intendere l'ammonizione sin
dalla prima volta.
Chie non timet, morii che ainu. Chi non teme muore come un asino. Lat. Sapiens semper timet (Prov., XIV, 16).
Samuna sa cabina a s'ainu, ainu
est, e ainu s 'istat. Lava la testa all'asino, asino è, ed asino sarà. Si dice ad uno
ostinato.
Dilicadu che i s'ainu. Delicato come l'asino.
Si dice di uno schizzinoso, riferendosi all'asino,
che è il più pulito degli animali nel bere.
Unu contufaghet s'ainu, s'ateru
s'ainarzu. Un
conto fa l'asino, e un altro il conduttore degli asini. Si dice quando uno fa
un programma, e il superiore comanda il contrario.
Sa ruta de s'ainu est pejus de
sa de su caddu. La
caduta dall'asino è peggiore di quella dal cavallo. Proverbio letteralmente
vero, perché essendo piccoli gli asini, la persona non può aiutarsi cadendo, al
contrario nel cavallo. Metaforicamente si dice di un male piccolo che ha
funesti effetti.
S'ainu famidu non timet
sufuste. L'asino
affamato non teme il bastone.
Si dice di quelli che, oppressi dal bisogno, non si
curano di beffe o di vergogna.
Non ischire si non su caminu de s'ainu. Non saper
altro che la strada dell'asino.
Si dice di quelli che sanno una sola scienza, così
come l'asinelio che batte sempre la stessa strada intomo alla macina.
S'ainu l'hot battìdu, s'ainu si
lu mandigat. L'asino
l'ha portato, l'asino se lo mangia.
Si dice allorquando uno porta un regalo, o altro, ed
egli è il primo a parteciparne.
A trabagliare si narat a s 'ainu. A lavorare si dice
all'asino.
Sogliono così rispondere quelli che sono diligenti
nel lavoro, e che non hanno bisogno di stimolo.
Sos ainos si ratant unu cum s
'ateru.
Gli asini si grattano l'uno con l'altro.
Si dice degli adulatori, e
dei vanitosi che si lodano a vicenda.
Su caminu curzu imbezzat s'ainu. Il cammino corto invecchia
l'asino.
Ha molti sensi, e si dice quando uno lavora sempre a
una stessa cosa.
Su trottu de s'ainu pagu durat.
Trotto d'asino poco dura (Pescetti).
Si dice di un pigro che non persevera nella fatica
presa con impeto, o costretta: così fa l'asino che trotta per poco tempo finché
non sente il dolore della percossa.
Chic samunat sa conca a s'ainu, perdei trabagliu e
sabone (oppure: perdei sa lìscia e s 'istentu). Chi lava la testa all'asino
perde il ranno ed il sapone.
Sosfattos anzenos imbezzant s'ainu. I fatti altrui
invecchiano l'asino. Si dice di uno che si occupa degli affari altrui. » A tempus riet s'ainu.
A tempo ride l'asino. Si dice ironicamente quando
uno risponde inopportunamente.
Sos bestìres component fìnzas
s'ainu. I vestiti
fanno fare bella figura anche all'asino. Lat. Vir bene vestitus /prò vestibus
esse peritus. / Creditur a mille / quamvis idiota sit ille.
A su mese de maju horriant sos ainos. Nel mese di
maggio ragliano gli asini. Si dice quando uno fa una cosa senza fatica e per
obbligo.
S'ainu bolat.
L'asino vola.
Lat. Testudo volat.
Si dice a quelli che credono tutto.
Fimas s'ainu hot sa virtude sua.
Anche l'asino ha la sua virtù.
Si dice di uno che, sebbene mutile, è buono a
qualche cosa.
Il gatto
Non est de cuss 'attu sa eoa. Non è di quel gatto la
coda. Si dice quando uno non ha tendenza ad una cosa, anzi l'aborrisce.
S'attu hot affidadu? Il gatto ha sposato?
Si dice quando uno fa preparativi, o un buon pranzo
contro il solito.
Fimas sa eoa de s'attu tifaghet impizu.
Ti da fastidio anche la cosa del gatto.
Si dice ad uno che s'infastidisce per ogni piccola
cosa.
Pro una eoa de attu tanta briga. Per la coda del
gatto tanto litigio.
Lat. De umbra asini litigoni. Si dice quando si
litiga, o il discorso si accende, per una cosa da nulla.
lugher septefiados che i s'attu. Aver sette spiriti,
come il gatto. Lat. Canis novem animas habens.
Comperare s'assunta dai s'attu. Comprar l'unto dal
gatto.
S'attu prò su pische s'hot bendidu sa binza.
Il gatto si è venduto la vigna per il pesce.
Si dice quando uno è ghiotto e spende oltre le sue
finanze.
Fizu de attu sorighe tenet.
Figlio di gatto prende sorcio.
Si dice di uno che ripete i vizi del padre.
Uè s'incontrai s'attu, sos sorighes non ischerz.iant.
Dove si trova il gatto, i sorci non giocano.
Il cane
A cane bonu non faltat padrona, e a chic
hat pane non li faltat cane.
A cane buono non gli manca il padrone, e a chi ha
del pane non gli manca cane.
A cane bezzu non li nerzas ciù.
A can vecchio non dirgli ciù (modo con il quale si
chiamano i cani). Significa che l'uomo esperto non ha bisogno di avvisi.
Disegno di Tonino Vargiu.
A su cane si li bettat s'ossu.
Al cane gli si butta l'osso.
Deus mi liberei de cane incadenadu, e de homine
infuriadu. Dio mi guardi da cane incatenato, e da uomo infuriato.
Esser cernente e i su cane cum su porcu. Essere come
il cane con il porco. Cioè, essere l'opposto, il contrario.
Cane mudu appizzigat. Cane muto, morde.
Su cane iscottadu dai s'abba calda, timet sa fritta.
Il cane scottato dall'acqua calda teme la fredda.
Cane imbizzadu a crabafìnza a sa morte nd'hat.
Cane abituato alla capra, ne ha sino alla morte.
Quando ci si abitua ad un vizio, diffìcilmente ci si
emenda.
Cane pressosu, catteddu chen
'ojos. Cane frettoloso fa cagnolini ciechi. Lat.
Canis festinans catulos facit caecos.
Cane chi appeddat non pigat.
I cani che abbaiano non pigliano caccia (Pescetti).
Si dice di un ciarlone che non va mai ai fatti.
Chie si corcai cum cane, cum pùlighe sinde pesat.
Chi dorme con cane, si sveglia con pulci.
Chie dormit cum cane runzosu sinde pesat runzosu e
mesu.
Chi dorme con cane rognoso, si alza ancora più
rognoso.
Cioè chi si accompagna con
un misero, diventa ancora più misero.
Su cane de s 'hortulanu, ne
mandigat, nen laxat mandigare.
Il can dell'ortolano, ne mangia, ne lascia mangiare.
Si dice di un invidioso.
Canes pressados, catteddos
aurtidos. Cani
frettolosi, cagnolini abortiti.
Pro amore de su padronu si àrdiat su cane. Per amore
del padrone si rispetta il cane.
Il cavallo
A caddu toccadu sa sedda li pìttìgat. A cavallo
ferito gli pizzica la sella.
A caddu donadu non li mires pilu.
Equivale all'italiano: A cavallo donato non si
guarda in bocca.
Lat. Noli equi dentes inspicere donati (san
Girolamo).
Caddu e pobidda leadila in biada, e si ses a manera,
leala in correrà.
Cavallo e moglie prendeteli nel vostro villaggio, e
se avete modo prendeteli nella strada vicina a casa.
S'homine de paga impila, abbaidadilu a caddu.
L'uomo di poco valore, guardalo a cavallo.
Proverbio vero dei sardi che
si vantano di andare bene a cavallo.
Caddu e muzere in podere de chie dot.
Il cavallo e la moglie in potere di chi cadono.
Cioè, per essere ben trattati.
Chie
seit a caddu est subjectu a nde ruer. Chi monta a cavallo è soggetto a caderne.
Caddu de mesu a pare nen
fune nen crabistu (oppure: nen mur-rale).
Cavallo in comune ne fune ne cavezza. È come se non
vi appartenesse. Ha molti sensi.
A su caddu s 'isprone, a s 'ainu s 'accamu, a su
maccu su bastone. Al cavallo lo sprone, all'asino il capestro, al pazzo il
bastone. Lat. Fagellum aequo, frenum asino, et virgo tergo stultorum.
Chie caddigat in caddu
anzenu, a pè torrat (oppure: a pè nde restai).
Chi cavalca il cavallo altrui, a piedi ritoma. Cioè,
chi si veste dell'altrui ritoma come era prima.
Mezus caddu toppu chi non
caddu mortu. Meglio cavallo zoppo, che cavallo morto.
Ogni caddu torrat a runzinu.
Ogni cavallo toma ronzino.
Si dice a quei prepotenti cui vengono meno le
risorse.
S'oju de su padronu ingrassai su caddu. L'occhio del
padrone ingrassa il cavallo. '
Chie hat caddu bonu, e bella
muzere, non istal mai senza dispia-ghere. Chi ha buon cavallo e bella moglie
non sta mai senza gran doglia.
A caddu chi curret, nonfaghet isprone. A cavallo che
corre, non occorre lo sprone.
A caddu bonu non li mancai sedda. A buon cavallo non
gli manca sella.
Caddu bezzu levas bonas. Cavallo vecchio, buona
razza.
A caddu incujadore trova e trobèa.
A cavallo che va in altrui possessi, le pastoie.
Si dice di un giovane scapestrato.
Unu cegu hat incontradu
unuferru de caddu. Un cieco ha trovato un ferro di cavallo.
Cum su caddu o meda affacca, o meda lontanu. Con il cavallo
state o molto vicino o molto lontano.
Pro ogni cosa essere a
caddu. Per ogni cosa essere a cavallo. Si dice a quelli che subito montano in
collera.
Caddu
curridore, jovanu bellu et homine ismagliazzu, pagu du-rant. Cavallo corridore, giovine
bello ed uomo prepotente poco durano.
A caddu curridore, sa briglia forte. Al cavallo che
corre, freno forte. Si dice ad uno scapestrato.
Caddu lanzu, musco meda.
Al cavallo magro molte
mosche.
Significa che al povero
vanno le disgrazie.
Iscuru su caddu chi non hat
padronu. Misero il cavallo che non ha padrone.
Marrada de caddu bezzu, fossu
mannu. Zampata
di cavallo vecchio, fossa grande.
Significa che le opere dei
vecchi, che fanno tutto con consiglio ed esperienza, sono grandi.
Caddu non morzat qui s 'herva ja benit. Cavallo non
morire, che erba deve venire.
Caddu senza eoa, caddu de paga proa. Cavallo senza
coda, cavallo di poco valore.
La volpe
Duos mazzones intra una tana non andant mai bene. Due
volpi dentro una tana non vanno mai bene.
Ogni mozzone in terra (o: in tana) sua. Ogni volpe
nella sua tana.
Su mozzone podet perder su pilu, ma sas trampas non
las perdei mai.
La volpe muta il pelo, ma le astuzie mai.
Lat. Lupus mutat pilum non
mentem. Ethyops
non mutat cutem. Pardus non mutat maculas (Jerem. xni. 23).
Su mozzone una bolta ruet injobu. La volpe solo una
volta cade nel laccio.
Mozzone canu difficilmente si càzziat. Volpe vecchia
difficilmente si prende. Per metafora si intendono gli uomini savi e che hanno
esperienza.
Non totu sos anzones sunt de
sos mazzones. Non
tutti gli agnelli sono delle volpi.
Dai sa eoa si connoschet su mozzone. Dalla coda si
conosce la volpe.
Non alimentes mazzoneddos in domo. Non allevate
piccole volpi in casa.
Si dice quando si allevano in casa persone che
corrisponderanno con ingratitudine.
Mozzone canu, fioridu.
Volpe vecchia, fiorita.
Si vuole intendere l'uomo consumato nella malizia.
In domo Icone e fora mozzone. In casa leone e fuori
volpe.
Si dice a quegli uomini che dentro casa sono
insopportabili, e fuori, o con gli estranei, gioviali.
Sa morte de su mazzone est sa
salude de sos anzones. La morte della volpe è la salvezza delle pecore.
Su mozzone sighit s 'anzone. La volpe va dietro
all'agnello.
Metafora d'un astuto che vince il mansueto e l'uomo
di buona fede.
Ogni mozzone benit a perder sa eoa.
Ogni volpe viene a perder la coda.
Significa che il birbante alla fine viene punito e
scoperto.
Disegno di Tonino Vargiu.
A su mozzone sa eoa l'impidit.
Alla volpe le pesa la coda.
Si dice ad un poltrone che adduce pretesti per non
lavorare.
Su pastore timet pius su mozzone chi non su ladrone.
Il pastore teme più la volpe che non il ladro.
Letteralmente, perché le volpi cagionano tanto danno
nelle mandrie; metaforicamente, perché fa danno più un falso amico (volpe) che
un nemico.
Si nonfìt su mozzone, su pastore dormiat gustos
longos. Se non fosse per la volpe, il pastore dormirebbe tranquillo. Si dice ad
uno che deve sorvegliare.
S'intruda de su leone, sa bessida de su mozzone.
L'entrata del leone, l'uscita della volpe.
Si dice ad uno che comincia bene e termina male.
Dio
Chie chircat a Deus, non perit, bene meu. Chi cerca
Dio, o mio bene, non perisce.
Cando Deus non bolet, sos santos pagu podent. Quando
Dio non vuole i santi poco possono. Ha diversi sensi.
Chie chircat a Deus, cum Deus s 'agatat. Chi cerca
Dio, con Dio si trova.
Non lu cheret ponner cum Deus.
Non vuole ne pace, ne tregua.
Si dice ad un adirato che rinnega la pazienza.
Contro, a Deus non andai niunu. Contro Dio non va
nessuno.
Unu solu Deus est senza defetu.
Solo Dio è
senza peccato.
Fagher comente e i sa manu de Deus.
Far come la mano di Dio.
Si dice quando repentinamente s'ottiene l'effetto.
Deus a chic l'amat lu
castigat, cernente babbu chi cheret bene a fizu. Dio castiga chi ama, come un
padre che vuoi bene al figlio.
Contro a Deus non si podet andare. Non si può andare
contro Dio.
Prima est Deus pustis sunt sos
Santos. Prima è
Dio e poi sono i santi.
Significa che viene prima il
proprio bisogno e poi quello dei parenti.
Pesa e paga e bae cum Deus.
Pesa e paga e va' con Dio.
Si dice di quelli che pagano a saldo.
Lat. Eme et habebis. Così un'epigrafe su una
bilancia di bronzo trovata a Pompei.
Deus no hat padronu.
Dio non ha padrone.
Si dice a quelli che cercano d'investigare la causa
d'ogni cosa.
Senza s 'aggiudu de Deus non podimus niente. Senza
l'aiuto di Dio non possiamo nulla.
Chie hat a Deus in favore non devet timire. Chi ha
Dio a suo favore non deve temere..
Coment'hat cherfìdu Deus. Com'è piaciuto a Dio.
Deus mil 'hat donadu, Deus mil 'hat leadu. Iddio me
lo diede. Iddio me l'ha tolto.
Deus nos hat adjuare. Deus est
prò totus in su Chelu. Deus hat a provvidire.
Dio ci aiuterà. Dio è per tutti nel Cielo. Dio
provvederà. Modi proverbiali per denotare che Dio illumina nei dubbi e provvede
nei bisogni.
Ognune faghet prò issu e Deus prò totus. Ognuno per
sé e Dio per tutti.
A chic a Deus lu dat, santos lu beneighent. A chi da
a Dio i santi lo benedicono.
Le buone intenzioni rendono meritorio un atto.
Bisogna fare per Dio ogni cosa, ed acquietarsi anche perdendo col nemico.
Inue non bind'hat postu Deus non binde ponet sa
•z.ente. Dove non ne ha messo Dio, non ne mette la gente (l'uomo). Cioè, quando
uno è matto, nessuno lo sana.
Deus non pagai solamente su sapadu. Dio non paga
solamente nel sabato.
Vale a dire chi ha commesso delitto, o presto o
tardi paga la sua colpa. Messer Domine Dio non fa i conti ogni sabato
(Pescetti).
I preti
Su preideru est s 'ainu de
domo.
Il prete è l'asino di casa.
Chi ha prete in corte fontana gli risorge
(Pescetti).
Il prete porta il peso della casa, come la bestia la
mola.
Su preideru non andat senza su jaganu.
Il prete non va senza il chierico.
Dicesi quando due sono d'accordo nel dire o fare
male.
Non est bonu preideru chiefuit
malli padre. Non
è buon prete chi fu cattivo frate.
Lat.
Non potest esse bonus presbiter qui fuit malus monachus (sant'Agostino).
Sos preideros sunt che i sos sorighes.
I preti sono come i sorci.
Cioè uno farà il male, e lo si attribuirà a tutti in
generale.
Su preideru non semper adirit a su sou.
Il prete non sempre aderisce al suo (sangue).
Proverbio usato da quelli che vorrebbero il prete spogliarsi del suo e lavorare
per i parenti.
Preideru cum renta bene cantal. Prete con prebenda
(buona) canta bene. Oggi questo proverbio manca di base.
// diavolo
Ghie non hat itafagher su diaulu nde li dot, A chi non
ha da fare gliene da il diavolo. Per gli oziosi che si danno ai vizi.
Su diaulu faghet padeddas et non semper cobertores.
Il diavolo fa pignatte e non sempre coperchi. Fa in modo che si scopra il
delitto.
Mandiga paternoster e caga diaulos.
Mangia santi e caca diavoli (Pescetti).
Si dice ad uno che sembra santo ed è ipocrita.
Benzat sa salude siat dai su diaulu. Venga la salute
anche fosse dal diavolo. Proverbio degli ammalati superstiziosi.
Tennero su diaulu in domo. Equivale al proverbio
italiano: Allevare una serpe in seno.
Mortu
est su diaulu, e naschidu est sufiw. Oppure: Su diaulu est mortu et sufiw si
agatat. È morto
il diavolo ed è nato il figlio.
Su diaulu non bessit foras senza segare calecuna
cosa, si ateru non che leat una teula dai sa cobertura.
Il diavolo non esce fuori
(di casa) senza rompere qualche cosa:
quantomeno leva dal tetto una tegola.
Si dice di uno abituato alle
cattive azioni, il quale anche quando non può compierle se ne mostra capace con
l'inclinazione e la volontà.
La morte
Morte isconzat cumone.
La morte scioglie ogni società.
Cioè ogni contratto, oppure per cumone s'intende
greggia.
In d'ogni cosa bi hot su remediu, foras che in sa
morte. Ad ogni cosa vi è rimedio, fuorché alla morte.
A morte e a rejone non baletfuire.
Alla morte ed alla ragione, non serve fuggire.
Quanti irragionevoli non cercano di fuggire da
quest'ultima.
Morte isconzat, e morte acconzat. Morte guasta e
morte accomoda.
Su mortu non si eh 'andat senza piantu. Il morto non
se ne va senza pianto.
Rispetta sos mortos e lime sos bios. Rispetta i
morti e temi i vivi.
Significa che non bisogna
dire male ne dei morti, ne dei vivi, quelli perché non si difendono, questi
perché possono offendere.
In su morrer et in su nascher semper bi hat ispesa.
Nel morire e nel nascere sempre vi è spesa.
Cantra a sa morte non bi hat herba in corte.
Contro la morte non vi è erba (rimedio) nella corte
(orto).
Lat. Contro vim mortis non nascitur herba in hortis.
Sa morte l'hot timida ancora Deus in cant'a homine.
La morte l'ha temuta anche Dio in quanto uomo.
Si dice a quelli che affettando coraggio spregiano
la morte.
Seriu cernente i sa morte.
È serio come la morte.
Si dice ad uno che ha rimorsi.
Sa morte non jughet ojos, La morte non ha occhi.
Cioè non perdona a nessuno.
Segundu sa vida sa morte. Secondo la vita la morte.
Chie disizat sa morte est unu
vile, chic la timet est pejus. Chi desidera la morte è un vile, chi la teme è peggio.
Morte de frades creschimentu de
benes. Morte di
fratelli aumento di beni.
Iscuru su cristiani che non
si ammentat tres boltas a sa die chi devet morrer.
Guai a quel cristiano che non si ricorda tré volte
al giorno che deve morire.
Cando su male est de morte, su
mèigu est cegu. Quando
il male è di morte il medico è cieco.
Pustis mortu comunigadu.
Dopo morto comunicato.
Lat. Accepto
damnojanuam claudit. Significa che dopo ricevuto il danno, si cerca il rimedio, così come
dopo il furto si rinforzano le porte: oppure si dice di uno che agisce tardi,
quando non ce n'è più bisogno.
Non benit morte chi iscuja non mancai. Non viene
morte che scusa non manca. Equivale al proverbio italiano: Ogni male vuole
cagione.
In sos mortos non bi hot remediu, ma in sos bios sì.
Nei morti non vi è rimedio, ma nei vivi sì.
Si dice ad uno che sebbene abituato al male, pure
può correggersi.
Cum sa morte si accabbat totu. Con la morte termina
tutto.