Cenni storici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

II territorio di Sedilo Ŕ stato abitato fin dalla preistoria: Domus de Janas, tombe di giganti, nuraghi e cippi funerali attestano diversi insediamenti. Le sue origini si perdono nei secoli.

Prima della dominazione romana (il nome stesso deriva dal latino "sedulus" = laborioso, lavoratore), si stanziarono trib¨ fenicie e cartaginesi che hanno lasciato tracce nella lingua parlata e nella toponomastica della campagne circostanti. La presenza di Cartagine, inoltre, Ŕ attestata dal gran numero di armi rinvenute nel territorio, insieme a molteplici depositi di monete sardo-puniche. La posizione centrale del paese consentiva un facile controllo della zona di passaggio dalla Barbagia al Campidano, tanto da divenire una stazione militare romana e, quindi, una roccaforte controllata dai bizantini. Con il crollo dell'Impero d'Oriente, e il conseguente instaurarsi dei giudicati, Sedilo appartenne al Giudicato di Arborea e, in seguito, con l'arrivo dei pisani e dei genovesi, pass˛ (insieme alla zona circostante) al Re d'Aragona, il quale la concesse in feudo all'arborense Valore di Frigia, nel 1416. Successivamente, divenne un possesso   di Don Galcerado che lo vendette nel 1537 ad un membro della sua dinastia, alla quale appartenne fino al 1735.

Pi¨ tardi il villaggio di Sedilo fu acquistato da Don Francesco Solinas, canonico di Cagliari, e governato in un secondo tempo da suo nipote. Dopo una serie di lotte per il possesso del feudo di Sedilo, questo divenne possesso dei Delitala e, in seguito alla legge delle chiudende (1820), Sedilo ed alcuni tenitori circostanti diventarono proprietÓ del Marchese Don Salvatore Delitala.

Infine, con l'abolizione del feudalesimo, il marchesato di Sedilo spir˛ il suo ultimo respiro nel 1839, quando il Re se ne impossess˛ per unirlo al suo regno: nel 1848 la Sardegna venne annessa al Piemonte, entrando, cosý, a far parte del Regno Sardo-Piemontese.