Contesto Socio-Culturale

 

Sedilo è un paese situato al centro della Sardegna, da sempre passaggio obbligato di traffici legati al commercio del bestiame, attività per la quale detiene una certa importanza nell'Isola. Della sua posizione geografica, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, non ha mai tratto vantaggio, in quanto si è sempre trovato ad essere, più che centro, confine delle diverse suddivisioni amministrative dell'Isola (era, fino al 1974, l'ultimo comune della provincia di Cagliari, è ora l'ultimo della provincia di Oristano).

Lontano dai grossi centri capoluoghi, sedi dei servizi amministrativi e mal collegato con essi dai trasporti pubblici, si è sviluppato nell'isolamento. Negli ultimi decenni ha subito un brusco cambiamento, dovuto a diverse cause concomitanti: le migliorate condizioni generali dell'economia italiana, la diffusione della cultura (sia per mezzo di una maggiore scolarizzazione, sia attraverso i mass-media), l'insediamento industriale di Ottana, hanno fatto in modo che valori, mentalità, abitudini vecchie di secoli non sempre felicemente si innestassero in altri, quelli propri di civiltà più aperte ed evolute, comunque diverse.

Si è originata una società ricca di contraddizioni, dove a valori fortemente conservativi si contrappongono altri eccessivamente liberaleggianti, addirittura lassisti. Dagli ultimi dieci anni, con una brusca inversione di tendenza, una forte crisi economica va lentamente minando la sicurezza appena raggiunta, provocando disoccupazione tra i giovani ed i meno giovani. A Sedilo, oggi, gli addetti al settore primario non costituiscono più la maggior parte della popolazione attiva, ma vengono superati, anche se di poco, dagli addetti al terziario e secondario, pur se è facile constatare che il primario rimane ancora per il paese il settore tramante (specialmente dopo la crisi dei vicini insediamenti industriali cui si è fatto cenno), anche perché molti occupati in altri settori integrano il proprio reddito con l'allevamento di un certo numero di capi di bestiame. Dal punto di vista economico, non mancano sacche abbastanza diffuse di povertà cui si accompagna emarginazione culturale e sociale. Il modello familiare tipico della società contadina e pastorale permane in un esiguo numero di famiglie, mentre nella gran parte convivono figure diversificate: dall'allevatore al laureato o diplomato, all'impiegato o all'operaio. Questa ricchezza di presenze all'interno dei nuclei familiari ha stravolto l'antico modo di vivere e di pensare, sia nel rapporto uomo/donna, sia in quello tra genitori e figli. I valori emergenti da tale rapida trasformazione della società risentono comunque ancora fortemente del vecchio: il denaro, la proprietà, il risparmio continuano ad essere valori dominanti. Per molti la spinta economica non va in direzione di un miglioramento della qualità della vita, ma mira alla mera accumulazione, al reinvestimento in proprietà, in una spirale incessante, da perseguire non come mezzo per vivere meglio, ma come immagine di "status".